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Cattolicesimo religione di Stato, l'eccezione positiva di Monaco

Cattolicesimo religione di Stato, l'eccezione positiva di Monaco Nel viaggio apostolico nel principato di Monaco, Papa Leone XIV loda il cattolicesimo quale religione di Stato. Un caso ormai raro, un colpo al dogma moderno della laicità statale. Purché il cattolicesimo sia vissuto realmente come religione pubblica. Stefano Fontana nella "Nuova Bussola" – 31 marzo 2026 Leone XIV e la famiglia di Alberto II di Monaco Il viaggio di Leone XIV nel Principato di Monaco di sabato scorso 28 marzo aveva un duplice elemento di interesse, come infatti la stampa ha subito segnalato: il Principato è uno dei pochi Stati cattolici rimasti, in esso il cattolicesimo è religione di Stato, eppoi recentemente il Principe si è rifiutato di firmare una legge, approvata nel maggio scorso dal Consiglio Nazionale, che avrebbe consentito di praticare l'aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza, adducendo come motivo proprio il fatto di essere un sovrano cattolico. I due motivi sono t...

Papa Leone a Monaco, un successo in barba alle polemiche

Papa Leone a Monaco, un successo in barba alle polemiche Nico Spuntoni nella "Nuova Bussola" 31 marzo 2026 Un bagno di folla ha accolto la visita papale nel Principato a dispetto dei confronti mediatici col predecessore. Al centro il ruolo del cattolicesimo nel Paese, la difesa della vita e un monito inevitabile sull'uso della ricchezza. Al ritorno a Roma Prevost ha ufficializzato nomine pesanti. Continua a far discutere la decisione di Leone XIV di fare il suo primo viaggio europeo fuori dall'Italia a Monaco. Le polemiche di stampo qualunquista ci hanno fatto ripiombare a quelle degli anni del pontificato di Benedetto XVI. Impossibile raccogliere tutti i commenti critici ma quello dell'ex direttore di Repubblica Carlo Verdelli è paradigmatico: «Primo viaggio da Papa di Francesco: a Lampedusa, tra i barconi. Viaggio più recente di Papa Leone: a Montecarlo, tra altri barconi». Bisognerà farci l'abitudine perché questo confronto con "quando c'era lui...

Gli esorcisti dal Papa (2)

l'intervista / p. Bamonte Gli esorcisti dal Papa: in aumento i casi legati alle sette Leone XIV ha incontrato i vertici dell'Associazione Internazionale Esorcisti. Tra le priorità il numero crescente di quanti si rivolgono a loro dopo aver frequentato una setta. E anche il web fa la sua parte, spiega a La Bussola il vicepresidente padre Francesco Bamonte. Stefano Chiappalone nella "Nuova Bussola" – 26 marzo 2026 Non si può certo definire un'udienza di routine quella che Leone XIV ha concesso lo scorso 13 marzo a mons. Karel Orlita e a padre Francesco Bamonte, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), a giudicare dai numerosi punti all'ordine del giorno riportati nel comunicato dell'associazione che riunisce oltre 900 esorcisti in tutto il mondo. La sofferenza troppo spesso ignota di chi subisce l'azione straordinaria del demonio e l'impegno della Chiesa nella liberazione di queste persone, le ...

No, il popolo non ha sempre ragione

"Il popolo ha sempre ragione". Questa frase è rimbalzata in molte interviste sull'esito del referendum sulla giustizia, soprattutto dalla parte che ha perso, come dichiarazione di democraticità. "Il popolo ha parlato" è stato anche detto, come se si trattasse di un pronunciamento oracolare. E davanti al popolo che parla, tutti devono tacere, perché quella è la verità. Il realismo, però, mostra chiaramente che, in questa votazione come in altre occasioni, il pronunciamento popolare non è stato motivato da esigenze razionali, quanto piuttosto da una anarchia dei ragionamenti o addirittura da nessun ragionamento. Una stretta minoranza ha votato sul merito del quesito referendario. Altri hanno votato per i più disparati motivi. Molti hanno votato No perché "la Meloni è complice del genocidio a Gaza" o perché è "amica di Trump che ora bombarda l'Iran". Altri perché la Costituzione non si tocca. La cantante Fiorella Mannoia perché "chi son...

VENERDI' SANTO CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

VENERDI' SANTO CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE (Gv 18,1-19,42) Che cosa rimane ora davanti ai nostri occhi? Rimane un Crocifisso; una Croce innalzata sul Golgota, una Croce che sembra segnare la sconfitta definitiva di Colui che aveva portato la luce di chi era immerso nel buio, di Colui che aveva parlato della forza del perdono e della misericordia, che aveva invitato a credere nell'amore infinito di Dio per ogni persona umana, comunque ridotta. Disprezzato e reietto dagli uomini, davanti a noi sta "l'uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti a quale ci si copre la faccia" (Is 53,3). Ma guardiamo bene quell'uomo crocifisso tra la terra e il Cielo, contempliamolo con uno sguardo più profondo, e scopriremo che la Croce non è il segno della vittoria della morte, del peccato, del male ma è il segno luminoso dell'amore, anzi della vastità dell'amore di Dio, di ciò che non avremmo mai potuto chiedere, immaginare o sperare: Dio si è...

GIOVEDI' SANTO

GIOVEDI' SANTO. MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE. (Gv 13, 1-15) Gesù depone le vesti della sua gloria, si cinge dell'umanità e si fa schiavo. Lava i piedi sporchi dei discepoli e li rende capaci di accedere al convito divino al quale egli li invita. Al posto delle purificazioni cultuali ed esterne, che purificano l'uomo ritualmente, lasciandolo tuttavia così com'è, subentra il bagno nuovo: Egli ci rende puri mediante la sua parola e il suo amore, mediante il dono di sé stesso. "Voi siete già mondi per la parola che vi ho annunziato", dirà ai discepoli nel discorso della vite (Gv 15,3). Sempre di nuovo ci lava con la sua parola. Sì, se accogliamo le parole di Gesù in atteggiamento di meditazione, di preghiera e di fede, esse sviluppano in noi la loro forza purificatrice. Giorno dopo giorno siamo come ricoperti di sporcizia multiforme, di parole vuote, di pregiudizi, di sapienza ridotta ed alterata; una molteplice semifalsità o falsità continuamente o falsità aperta...

DOMENICA DI PASQUA

Nella risurrezione del Signore Veglia pasquale nella notte santa (Mt 28, 1-10) "E' risorto e vi precede in Galilea" Nella Chiesa nascente è successo qualcosa di inaudito: al posto del sabato, come settimo giorno ebraico, subentra il primo degli otto giorni del Risorto, la domenica, costitutivo per il credente cattolico. Come giorno del raccogliersi fraterno settimanale dell'assemblea liturgica parrocchiale, esso è il giorno dell'incontro con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo mediante il continuo farsi presente sacramentale del crocefisso risorto, il quale nel primo giorno, la domenica, ha incontrato i suoi come Risorto dopo che essi avevano trovato vuoto il sepolcro. La struttura della settimana cristiana è ora capovolta. Essa non è più diretta verso il settimo giorno, per partecipare in esso al riposo di Dio, ma il primo degli otto giorni, come giorno dell'incontro settimanale con il Risorto. Questo incontro avviene sempre nella celebrazione settimanale dell...