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Regina della Pace

Nello spettacolo contemplato da Mosè sul Sinai, cioè il roveto che arde senza consumarsi, la Tradizione ha visto il segno di Maria Santissima e in particolare della sua verginità: dunque una prefigurazione della maternità divina. La rivelazione del nome di Dio. Luisella Scrosati nella "Nuova Bussola" -15 marzo 2026 Proseguiamo con l'indagine che riguarda i tipi mariani nell'Antico Testamento, ossia le figure anticipatrici della Santissima Vergine. Abbiamo dedicato delle catechesi all'Arca dell'Alleanza (vedi qui e qui) come prefigurazione di Maria Santissima e quindi all'arricchimento che questo tipo mariano porta alla mariologia, in quanto dischiude degli aspetti insospettabili del ruolo di Maria nella storia della salvezza. Oggi vediamo un altro riferimento dell'AT; rimaniamo nel libro dell'Esodo, in particolare al capitolo 3. Qui Mosè vede uno spettacolo: un roveto che arde, ma non si consuma. Attratto in qualche modo da questo evento singolare,...

Il roveto incmbusto

Il roveto incombusto Luisella Scrosati nella "Nuova Bussola" – 15 marzo 2026 Nello spettacolo contemplato da Mosè sul Sinai, cioè il roveto che arde senza consumarsi, la Tradizione ha visto il segno di Maria Santissima e in particolare della sua verginità: dunque una prefigurazione della maternità divina. La rivelazione del nome di Dio. Proseguiamo con l'indagine che riguarda i tipi mariani nell'Antico Testamento, ossia le figure anticipatrici della Santissima Vergine. Abbiamo dedicato delle catechesi all'Arca dell'Alleanza (vedi qui e qui) come prefigurazione di Maria Santissima e quindi all'arricchimento che questo tipo mariano porta alla mariologia, in quanto dischiude degli aspetti insospettabili del ruolo di Maria nella storia della salvezza. Oggi vediamo un altro riferimento dell'AT; rimaniamo nel libro dell'Esodo, in particolare al capitolo 3. Qui Mosè vede uno spettacolo: un roveto che arde, ma non si consuma. Attratto in qualche modo da qu...

1° IL SACRIFICIO DIVINO (Don Enrico Finotti, La Sacra Liturgia, ed. Cantagalli, 2025, pp. 105-159)

  Introduzione   Il Sacrificio cruento, che il nostro Signore Gesù Cristo compì una volta per sempre ( semel ) sulla croce, operando la Redenzione del genere umano decaduto per il peccato, si perpetua in modo incruento e sacramentale sui nostri altari, sicché «ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del Signore, si compie l'opera della nostra redenzione» [1] .   Il Concilio Vaticano II esordisce la trattazione del mistero eucaristico con queste mirabili parole:   « Il nostro Salvatore nell'ultima cena, nella notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo corpo e del suo sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare così alla sua diletta sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e della sua resurrezione: sacramento di amore, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, "nel quale si riceve Cristo, l'anima viene ricol...