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Messa e sacerdozio

Messa e sacerdozio, il monito di Woelki vale anche in Italia L'arcivescovo di Colonia ribadisce l'imprescindibilità dell'Eucaristia e dell'ordine sacro tra laici che predicano, preti che non celebrano e liturgie della Parola senza necessità. Derive diffuse nella Germania sinodale come in alcune diocesi italiane. Editoriali 03_04_2026 È un'omelia da incorniciare quella pronunciata dal cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo metropolita di Colonia, il 30 marzo scorso, in occasione della Messa crismale. Nella ineffabile cornice architettonica del Duomo di Colonia, è la grandezza della chiamata al ministero sacerdotale a risuonare, nella sua esigenza di «celebrare i misteri di Cristo secondo la Tradizione della Chiesa con fedele riverenza, a lode di Dio, per la salvezza del suo popolo». I misteri di Cristo si rendono presenti nella Chiesa ogni volta che i sacramenti vengono celebrati ed amministrati, ed in particolare nell'Eucaristia. Ma all'Eucaristia, fin d...

La morte di Vittoreio Messori, il più grande apolegeta dei nostri tempi

La morte di Vittorio Messori, il più grande apologeta dei nostri tempi È morto ieri sera nella sua casa di Desenzano sul Garda, il giornalista e scrittore che, con milioni di libri venduti in tutte le lingue, ha fatto crescere nella fede generazioni di cattolici. Ma il suo testamento vivente è una piccola chiesa costruita pezzo per pezzo nel terreno dell'abbazia di Maguzzano. È stato un grande amico e ispiratore della Bussola. Ecclesia 04_04_2026 English Fra pochi giorni avrebbe compiuto 85 anni, e invece ieri sera alle 21.10, al tramonto del Venerdì santo, il cuore di Vittorio Messori ha cessato di battere. Impossibile racchiudere in poche parole cosa abbia rappresentato Messori per la cultura cattolica, non solo italiana. Non per niente nella sua casa di Desenzano sul Garda le immagini delle copertine dei suoi libri, tradotti in decine di lingue, coprono diverse pareti. Da quando pubblicò nel 1976 Ipotesi su Gesù, frutto di 12 anni di lavoro di indagine seguito alla sua fulminea ...

Cattolicesimo religione di Stato, l'eccezione positiva di Monaco

Cattolicesimo religione di Stato, l'eccezione positiva di Monaco Nel viaggio apostolico nel principato di Monaco, Papa Leone XIV loda il cattolicesimo quale religione di Stato. Un caso ormai raro, un colpo al dogma moderno della laicità statale. Purché il cattolicesimo sia vissuto realmente come religione pubblica. Stefano Fontana nella "Nuova Bussola" – 31 marzo 2026 Leone XIV e la famiglia di Alberto II di Monaco Il viaggio di Leone XIV nel Principato di Monaco di sabato scorso 28 marzo aveva un duplice elemento di interesse, come infatti la stampa ha subito segnalato: il Principato è uno dei pochi Stati cattolici rimasti, in esso il cattolicesimo è religione di Stato, eppoi recentemente il Principe si è rifiutato di firmare una legge, approvata nel maggio scorso dal Consiglio Nazionale, che avrebbe consentito di praticare l'aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza, adducendo come motivo proprio il fatto di essere un sovrano cattolico. I due motivi sono t...

Papa Leone a Monaco, un successo in barba alle polemiche

Papa Leone a Monaco, un successo in barba alle polemiche Nico Spuntoni nella "Nuova Bussola" 31 marzo 2026 Un bagno di folla ha accolto la visita papale nel Principato a dispetto dei confronti mediatici col predecessore. Al centro il ruolo del cattolicesimo nel Paese, la difesa della vita e un monito inevitabile sull'uso della ricchezza. Al ritorno a Roma Prevost ha ufficializzato nomine pesanti. Continua a far discutere la decisione di Leone XIV di fare il suo primo viaggio europeo fuori dall'Italia a Monaco. Le polemiche di stampo qualunquista ci hanno fatto ripiombare a quelle degli anni del pontificato di Benedetto XVI. Impossibile raccogliere tutti i commenti critici ma quello dell'ex direttore di Repubblica Carlo Verdelli è paradigmatico: «Primo viaggio da Papa di Francesco: a Lampedusa, tra i barconi. Viaggio più recente di Papa Leone: a Montecarlo, tra altri barconi». Bisognerà farci l'abitudine perché questo confronto con "quando c'era lui...

Gli esorcisti dal Papa (2)

l'intervista / p. Bamonte Gli esorcisti dal Papa: in aumento i casi legati alle sette Leone XIV ha incontrato i vertici dell'Associazione Internazionale Esorcisti. Tra le priorità il numero crescente di quanti si rivolgono a loro dopo aver frequentato una setta. E anche il web fa la sua parte, spiega a La Bussola il vicepresidente padre Francesco Bamonte. Stefano Chiappalone nella "Nuova Bussola" – 26 marzo 2026 Non si può certo definire un'udienza di routine quella che Leone XIV ha concesso lo scorso 13 marzo a mons. Karel Orlita e a padre Francesco Bamonte, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Associazione Internazionale Esorcisti (AIE), a giudicare dai numerosi punti all'ordine del giorno riportati nel comunicato dell'associazione che riunisce oltre 900 esorcisti in tutto il mondo. La sofferenza troppo spesso ignota di chi subisce l'azione straordinaria del demonio e l'impegno della Chiesa nella liberazione di queste persone, le ...

No, il popolo non ha sempre ragione

"Il popolo ha sempre ragione". Questa frase è rimbalzata in molte interviste sull'esito del referendum sulla giustizia, soprattutto dalla parte che ha perso, come dichiarazione di democraticità. "Il popolo ha parlato" è stato anche detto, come se si trattasse di un pronunciamento oracolare. E davanti al popolo che parla, tutti devono tacere, perché quella è la verità. Il realismo, però, mostra chiaramente che, in questa votazione come in altre occasioni, il pronunciamento popolare non è stato motivato da esigenze razionali, quanto piuttosto da una anarchia dei ragionamenti o addirittura da nessun ragionamento. Una stretta minoranza ha votato sul merito del quesito referendario. Altri hanno votato per i più disparati motivi. Molti hanno votato No perché "la Meloni è complice del genocidio a Gaza" o perché è "amica di Trump che ora bombarda l'Iran". Altri perché la Costituzione non si tocca. La cantante Fiorella Mannoia perché "chi son...

VENERDI' SANTO CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

VENERDI' SANTO CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE (Gv 18,1-19,42) Che cosa rimane ora davanti ai nostri occhi? Rimane un Crocifisso; una Croce innalzata sul Golgota, una Croce che sembra segnare la sconfitta definitiva di Colui che aveva portato la luce di chi era immerso nel buio, di Colui che aveva parlato della forza del perdono e della misericordia, che aveva invitato a credere nell'amore infinito di Dio per ogni persona umana, comunque ridotta. Disprezzato e reietto dagli uomini, davanti a noi sta "l'uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti a quale ci si copre la faccia" (Is 53,3). Ma guardiamo bene quell'uomo crocifisso tra la terra e il Cielo, contempliamolo con uno sguardo più profondo, e scopriremo che la Croce non è il segno della vittoria della morte, del peccato, del male ma è il segno luminoso dell'amore, anzi della vastità dell'amore di Dio, di ciò che non avremmo mai potuto chiedere, immaginare o sperare: Dio si è...